PIEVE COLLEGIATA BAROCCA

Nella seconda metà del Seicento – dopo che dal 1636 la Pieve Collegiata aveva perso la primitiva autonomia ed era stata inserita nella nuova diocesi di Urbania; successivamente all’arrivo del corpo di San Fabio Martire dalle catacombe di Roma – l’arciprete Giannannibale Stefàni incarica l’architetto Nicola Barbioni di Città di Castello di riprogettare la chiesa.

Scartata l’ipotesi di ricostruzione totale si decide di limitare le spese rivedendo il progetto iniziale.

I lavori, affidati a mastro Carlo Perugini da Gubbio, iniziarono nel 1679 e, dopo modifiche e varianti, conclusero la loro prima fase nel 1685, quando il vescovo benedì la chiesa in modo che vi si potesse officiare.

Nel 1730, dopo oltre quarant’anni, un nipote del principale promotore, l’arciprete Federico Stefàni, rifinì la cupola e trasportò indietro l’altar maggiore ultimando i lavori a lungo sospesi.

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