PIEVE COLLEGIATA ROMANICA

Fino alla seconda metà del Seicento l’antica Pieve, detta Collegiata a causa del suo Collegio Canonicale ed elevata al titolo di insigne nel 1519, si presentava ancora nella sua forma romanica a tre navate.

Non v’era transetto ad interrompere la continuità dello spazio scandito dalle arcate laterali; la pianta era più corta dell’attuale e la direttrice visiva della navata centrale era chiusa da un’abside semicircolare di profondità limitata.

Sulle pareti dovevano esservi diversi affreschi dei quali ci rimangono solamente due frammenti di Madonna col Bambino. Altre opere dell’edificio romanico sono conservate in questa ed altre sezioni del museo

La Collegiata conserva però altre opere risalenti alla sua struttura più antica; oltre alla tavola cinquecentesca dell’Immacolata Concezione dipinta da Raffaellin del Colle, da non perdere la preziosa icona della Madonna delle Grazie, rarissima testimonianza di arte bizantina dal 1930 conservata nella neoclassica cappella a Lei dedicata.

Oggetto di grande devozione, questa miracolosa Madonna col Bambino è ritenuta la più antica tavola dipinta delle Marche e tradizionalmente considerata l’elemento che propiziò la fortuna e lo sviluppo dell’antica Pieve.

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